Questione climatica (III)

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Questione climatica parte 3

Nei numeri precedenti  abbiamo presentato la ricerca riguardante la questione climatica: ‘Cambiamento climatico. Evidenza e cause’ (Climate Change evidence and causes.) svolta da due importanti enti specializzati Royal Society e la Us National Academy of Science. Ricerca basata su 20 domande  inerenti al tema della questione climatica. Abbiamo già parlato delle prime due ora parliamo della terza. Il titolo della domanda era:  ‘La CO2 è già naturalmente nell’atmosfera. Allora perché le emissioni da attività umana sono significative?’

 

Il ciclo naturale del carbonio

La risposta  precisa subito questo concetto. Spiega che le attività umane hanno disturbato in modo importante il ciclo naturale del carbonio. Con la combustione di gas, petrolio e carbone per produrre energia si rilascia la CO2 nell’atmosfera. Va rammentato che, in natura la CO2 viene scambiata continuamente tra l’atmosfera stessa, le piante e gli animali. Come avviene tutto ciò? Attraverso fenomeni come la fotosintesi,  la respirazione e la decomposizione. E anche tra l’atmosfera e l’oceano attraverso lo scambio del gas.

 

Eruzioni vulcaniche

Tra l’altro una percentuale molto piccola (l’1% delle emissioni derivante dalla combustione di  materiali fossili) deriva delle eruzioni vulcaniche. Vediamo adesso alcuni dati. Il livello di CO2 nel 2012 era del  40% superiore a quello corrispondente nel diciannovesimo secolo. Ma quando è avvenuto questo aumento di CO2? All’incirca nel 1970 quando si è avuto un forte aumento del consumo energetico globale.

Invece diminuzioni di altre forme di carbonio  (isotopi 14C e 13C) e anche una leggera diminuzione  della concentrazione di ossigeno nell’atmosfera  dimostrano  – per la loro pochezza – che il rilevato aumento di CO2 è in gran parte dovuto  alla combustione di materiali fossili. A rinforzare questi concetti ci sono altri fenomeni tipicamente umani che ben conosciamo.

 

Deforestazioni

Sono le deforestazioni e il cambio di uso del suolo  che hanno  rilasciato altra CO2. In sostanza la CO2 aggiuntiva  derivante dalla combustione e la deforestazione stessa hanno alterato l’equilibrio del ciclo del carbonio. I processi naturali potrebbero ripristinare questo equilibrio ma risultano troppo lenti per incidere significativamente.  Il risultato è che una frazione imponente di CO2  si accumulerà nell’atmosfera dove rimarrà per almeno 100 anni. Un ultimo dato molto significativo. Il confronto con i livelli di CO2 estratti durante le operazioni di carotaggio del ghiaccio indica che le concentrazioni di CO2 sono le più alte tra quelle rilevate in 800.000 anni. Insomma la CO2 non è un male in sé ma lo diventa quanto è eccessiva. Insomma: quando è troppa è troppa.