Come eliminare i rifiuti dal mare: è possibile?

Phoresta / News  / Economia Circolare  / Come eliminare i rifiuti dal mare: è possibile?
eliminare i rifiuti in mare


Come eliminare i rifiuti dal mare? Il problema è immenso e la soluzione non facile, ma delle azione per ridurre il fenomeno vanno necessariamente intraprese.

La Wageningen University & Research, università dei Paesi Bassi, nel suo blog riporta un Hackathon – cioè un evento specifico – a cura della North Sea Foundation.
La NSF è una ong ambientale che si occupa particolarmente della protezione del mare del Nord. Ai lavori ha partecipato attivamente la dr.ssa Katell Hamon che è una scienziata marina impegnata, appunto, alla Wageningen Economic Research.


Un evento per modificare i comportamenti dei pescatori

Che cosa ci racconta Miss Hamon? Prima di tutto dello sforzo che hanno fatto i partecipanti all’evento per trovare i sistemi per modificare i comportamenti sbagliati – dal punto di vista ecologico – di coloro che lavorano sul mare, essenzialmente i pescatori.

A questi partecipanti era stata fatta una domanda molto precisa. Hai una soluzione per agevolare la pesca e, contemporaneamente, tenere i rifiuti di questa attività fuori dal mare?

A rispondere in primis c’era un gruppo di 45 tra scienziati, progettisti industriali, funzionari pubblici e attivisti ambientali. Si è scelto anche i fare un ‘bagno nella realtà’ proprio il primo giorno dell’evento con una visita all’asta del pesce di Urk (Olanda), il villaggio di pescatori dove si sono svolti i lavori.

Va subito detto che il materiale per la pesca – spesso dismesso – come pezzi di reti, corde e funi vari sono la maggior parte del materiale raccolto sulle spiagge durante le pulizie nei paesi bassi.

Secondo la Hamon, per fortuna, i pescatori olandesi si sono dimostrati sensibili alle problematiche ambientali.

Un programma basato sul volontariato per eliminare i rifiuti dal mare

Un programma di raccolta di rifiuti su base volontaria denominato Fishing for Litter (pesca per rifiuti) aveva già permesso di raccogliere centinaia di tonnellate di rifiuti marini. Era già un precedente che faceva ben sperare in azioni più ampie. Naturalmente ci sono anche grossi ostacoli per una regolare e corretta raccolta dei rifiuti. Per esempio il ponte di un peschereccio deve essere sempre sgombro per motivi di sicurezza e questo può ostacolare la corretta gestione dei rifiuti.
Il problema allora è motivare i pescatori a tenere un comportamento corretto per smaltire le corde e le reti danneggiate mentre sono in mare. Qui la Hamon ha fatto una scelta originale e a suo modo rivoluzionaria.

Soluzione innovativa

La scienziata ha rinunciato ai soliti sistemi basati su regole, leggi e incentivi finanziari e ha puntato invece sulla introduzione di nudges (spintarelle) cioè interventi sui comportamento evitando l’introduzione di multe o sussidi.

In sintesi: sono state presentate ai pescatori quattro modalità per rendere il loro comportamento più agevole, e più piacevole.

Per sviluppare delle soluzioni che permettessero di migliorare lo stoccaggio dei rifiuti, la raccolta a terra e quindi la loro registrazione è stata organizzata una visita su un peschereccio durante la quale uno skipper ha risposto a molte domande sulla vita dei pescatori durante il loro lavoro quotidiano.
Sono state trovare diverse soluzioni.

Secondo la Hamon quella più interessante prevedeva il riciclo delle vecchie reti e corde per creare parchi giochi per bambini.

Insomma anche qui una sorta di economia circolare.