Vagabondo viaggi: viaggiare fa rima con compensare.

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Questo è un post celebrativo. Cosa vuol dire? Ve lo spieghiamo subito. Esattamente un anno fa (26 aprile 2018) tra Phoresta e Vagabondo Viaggi è stato stipulato il primo accordo di mitigazione delle emissioni. Ciò attraverso l’adesione al progetto Ossigeno e il conseguente utilizzo dei crediti di CO2 generati. Ed è un doppio compleanno perché si tratta del primo accordo del genere stipulato in Italia. E, come sapete,  ha fatto scuola.

Per l’occasione abbiamo voluto riparlare con il titolare di Vagabondo Viaggi Matteo Bordini che molto volentieri ha voluto raccontarci un po’ come è nata l’idea di aderire a questo progetto. Abbiamo così avuto conferma che Vagabondo Viaggi è sempre stata sensibile alla compensazione. Bordini ci ha riferito di essere rimasto colpito dall’apprendere quante emissioni vengono emesse da un volo aereo. Ci ha anche detto che il 99% dell’inquinamento derivante da un viaggio è ascrivibile proprio all’utilizzo dell’aereo. Ha voluto allora far sì che tutti i viaggi di Vagabondo fossero compensati dal punto di vista delle emissioni. Voleva  però che questi interventi fossero anche tangibili e verificabili da chiunque avesse voluto controllarli. Prima di arrivare a Phoresta aveva interpellato delle società che piantavano alberi in Italia ma il costo risultava assolutamente improponibile per quello che si voleva fare. Dato il costo Vagabondo avrebbe dovuto chiedere ai clienti di pagare dei soldi per provvedere all’acquisto di alberi. Sembrava allora che l’idea sarebbe rimasta nel mondo dei sogni. Invece, per caso,  Bordini ha fatto una passeggiata nella valle del Treja e ha visto un cartello di Phoresta. Allora – racconta sempre Bordini – si è rivolto alla nostra organizzazione e ha scoperto la compensazione tramite i servizi eco sistemici.  Poi si è accorto che non tagliare un bosco costa molto meno che piantarlo oltre a rendere più felici tutti gli abitanti del bosco (scoiattoli, volpi, uccellini  etc.)  L’iniziativa di Phoresta gli ha permesso di fare quello che voleva e cioè compensare la CO2 di tutti i suoi viaggi in maniera concreta, tangibile e verificabile. Infatti  i viaggiatori  possono andare a vedere il bosco che esiste e cresce grazie alla compensazione. E questa verifica – prosegue Bordini –  l’anno scorso a giugno è stata  fatta con una passeggiata proprio nella valle del Treja (NDR – abbiamo pubblicato un post sull’argomento su Phorestanews). Ricordiamo che i partecipanti (clienti e responsabili di Vagabondo Viaggi) erano stati accompagnati da un guardaparco che ha fatto vedere loro  lo stato del parco. Questa iniziativa ha avuto molto successo e sono stati parecchi  i viaggiatori che hanno fatto a Bordini i complimenti per l’ iniziativa. Come si vede la scelta di Vagabondo ha avuto dei ritorni di immagine – oggi si direbbe di reputazione – molto forti. A questo punto siamo rimasti colpiti dallo spirito di Vagabondo Viaggi e ci viene spontaneo chiedere a Bordini  come è nata questa agenzia di viaggio… che prima non era un’agenzia di viaggio! E che programmi ha. Ci racconta allora un’altra interessante iniziativa sempre nell’ambito della lotta all’inquinamento. Bordini ci riferisce che notava – per i raduni che vengono fatti periodicamente e che prevedevano delle colazioni – l’utilizzo di una quantità abnorme di posate di plastica.  Di qui la decisione di chiedere ai partecipanti di portare loro delle posate di metallo che fossero quindi personalizzate e riutilizzabili. Con un accorgimento: se la volta dopo non si riportava la posata se la dovevano ricomprare. L’idea è simpatica e interessante. Anche perché si ridà valore a qualcosa che altrimenti  non ne avrebbe. Tra l’altro sulla posata viene scritto il nome del possessore con il pennarello. E’ veramente raro che qualcuno se la perda. Parliamo allora di questi raduni. Il Vagabondo ne fa due ogni anno. Occasioni in cui i partecipanti  stanno insieme due giorni partecipando a varie iniziative. Ad esempio tour  gastronomici e culturali  in località caratteristiche, passeggiate e così via. E poi la sera – aggiunge Bordini – si sta tutti assieme. E’ un momento aggregativo. Ci viene ancora una curiosità: come è nato il Vagabondo? Apprendiamo che il tutto è nato come una comunità. Cioè Vagabondo non è nato come Tour Operator  per vendere viaggi. E’ nato per  divertimento, come Forum in cui chiunque  poteva trovare dei compagni di viaggio. All’inizio però Il Vagabondo non vendeva viaggi, non guadagnava  nulla. Per esempio se un viaggiatore voleva recarsi  in una località ma non aveva nessun amico o conoscente con cui andare poteva rivolgersi a Vagabondo. E trovava assistenza. Insomma Vagabondo è nato come riunione di amici. Ma è cresciuto tanto per cui a un certo punto la cosa, nata per divertimento,  è diventata un problema. Costava tempo ed energia senza dare alcun ritorno economico. A quel punto gli stessi utenti hanno detto a Vagabondo: organizzate dei viaggi voi. I titolari ci hanno provato. E ci sono riusciti ma sempre mantenendo questa doppia finalità. Da un lato il tour operator che crea dei viaggi e li vende,  dall’altro sempre i forum.  E la gente continua a scrivere, a chiedere consigli e aiuti. Quella di Vagabondo è allora una doppia anima. Osserva Bordini che la società si alimenta attraverso il passaparola, aiutando la gente a viaggiare meglio con dritte e consigli. E continua a dare alla gente la possibilità di incontrarsi, di vedersi.  Per esempio a Roma una volta al mese si organizza una passeggiata mentre a Milano ci sono delle visite culturali in collaborazione con delle brave guide turistiche. Ringraziamo Bordini per il racconto: la sua organizzazione è un bell’esempio d’incrocio di socialità, rispetto per l’ambiente e sostenibilità. Tutte cose che possono, devono,  andare d’accordo. E Vagabondo ci riesce. Chapeau!