Il futuro è (anche) di legno.

Phoresta / 2019  / Il futuro è (anche) di legno.

Lettura 3 min.

E’ curioso che in una newsletter che si chiama Phorestanews si parli raramente di legno, il principale prodotto degli alberi. L’occasione per rimediare a questa lacuna ci è offerto da un interessante convegno dal titolo ‘The future, Today. Il sistema circolare della filiera legno tra sostenibilità e nuova economia’ che si è svolto a Milano martedì 6 febbraio a palazzo mezzanotte.

Gli organizzatori erano Rilegno e FederLegno. Due parole su Rilegno che è il consorzio nazionale che si occupa dell’avvio al recupero e al riciclo degli imballaggi in legno e sughero. E infatti l’ampio salone di palazzo mezzanotte (una volta qui aveva sede la borsa valori di Milano) era arredata da pallet, cassette per la frutta, casse da imballo, bobine per cavi elettrici… tutti oggetti rigorosamente di legno. Dicevamo che per capire il significato dell’incontro – per chi non è del settore legno – bisogna dire due cose sul consorzio Rilegno. Crediamo che quel ri che precede la parola legno si riferisca proprio alle due lettere iniziali del verbo riciclare o riutilizzare. Rilegno è nato nel 1997 in seguito all’entrata in vigore del decreto Ronchi  (NDR- Decreto Ronchi, dal Ministro dell’ambiente di allora Edo Ronchi: testo normativo che ha provveduto all’istituzione del formulario di identificazione dei rifiuti e al modello unico di dichiarazione ambientale) e va aggiunto che Rilegno è operante all’interno del sistema Conai (NDR-Il Consorzio nazionale Imballaggi, abbreviato Conai),  un consorzio italiano privato che opera senza fini di lucro. Il compito di Rilegno è appunto quello di favorire le più diverse iniziative per la prevenzione, il recupero, il riutilizzo e il riciclo degli imballaggi in legno. Nel pieghevole che Rilegno ha distribuito ai partecipanti  si rileva che ogni anno quasi due milioni di tonnellate di legno vengono recuperate e riciclate. Precisati questi punti di riferimento è più facile capire gli intenti dell’incontro e il significato di molti speech. I lavori sono stati moderati da Oscar Giannino, il battagliero opinionista e commentatore di Radio24. I primi relatori sono stati Emanuele Orsini (presidente di FederlegnoArredo) e Nicola Semeraro, presidente di Rilegno. In più è intervenuto l’Onorevole Dario Galli vice ministro dello sviluppo economico. Ecco: tutti gli interventi, seppure da angolazioni diverse, hanno sottolineato l’importanza economica del legno che in Italia dà lavoro a circa 6 mila persone e ha un giro d’affari di 1.4 miliardi. Poi sono iniziate le esposizioni degli esperti,  tutti di elevata calibratura professionale. Ci ha colpito molto l’intervento di Enrico Letta (ex presidente del consiglio e oggi docente al Dean Paris School of International Affairs Science Po) che ha fatto un parallelo tra il villaggio globale del 1966 e quello attuale. In pratica chi conta sulla scena mondiale oggi? L’Europa in questi decenni ha perso  diverse posizioni e oggi l’epicentro di chi conta davvero (e cresce economicamente e socialmente) si sta spostando verso l’Asia e l’Africa. L’Europa però può avere un ruolo ancora importante di guida intellettuale e culturale. Ugualmente importante e suggestiva è stata la relazione di Valerio Rossi Albertini  (Fisico nucleare e ricercatore del CRN) che ha spiegato con grande chiarezza (e utilizzando esempi  visivi) l’impatto della natura e dell’ambiente sulle nostre scelte imprenditoriali. Prima della tavola rotonda finale l’ing Giovanni Azzone  del Politecnico di Milano ha presentato la ricerca ‘Il sistema circolare della filiera legno per una nuova economia’.  Infine c’è stata una tavola rotonda a cui ha partecipato, tra l’altro, Francesco Pugliese della Conad e il tutto è stato concluso con la consegna delle borse di studio dedicate agli studenti del Politecnico di Milano e del polo formativo arredo-legno. Giusto pensare alle nuove leve visto che questa associazione ha voluto sottolineare e ribadire il ruolo primario che potrà avere il legno nella economia circolare, del riciclo e del riuso.