Un ufficio che analizza le leggi regionali. Spesso ambientali.

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Intervistiamo Elvira Carola Dirigente Ufficio Analisi Leggi e Politiche regionali e Francesco Pellegrini del Consiglio Regionale della Lombardia. Nell’aprile 2018 hanno pubblicato una Nota informativa sulla attuazione delle politiche regionali che ci ha colpito, dal titolo ‘Legna da ardere, carburante diesel, Reflui zootecnici. Risorse a minor costo o problemi irrisolti?’. Parlando con costoro ci siamo accorti che la loro attività pur non essendo limitata ai temi ambientali ha spesso affrontato tematiche del genere. Ma cerchiamo di capire bene cosa fanno. La dottoressa Carola precisa prima di tutto il loro compito. Vediamo di capirlo.

Carola-Faccio una precisazione preliminare: noi abbiamo più competenza in termini metodologici piuttosto che su singoli contenuti – come può essere l’inquinamento atmosferico piuttosto che altri – perché per dovere, per nostro compito istituzionale ci dobbiamo occupare di tutte le politiche regionali. Spaziamo da un argomento all’altro, dalla sanità all’ambiente e dai trasporti ai servizi sociali etc.  Quindi abbiamo più una competenza metodologica che non delle competenze specifiche di settore.  Questo come premessa generale.

D- Sì, però leggendo questa Nota (legna da ardere etc) mi pare che vi occupiate di ambiente in maniera pesante.

Carola: Certo, non siamo però degli esperti di ambiente.

Pellegrini- Prendiamo in considerazione la politica ambientale della Regione Lombardia come tutte le altre politiche

D-Sì sì. Ovviamente in questo incontro parleremo di quello che voi fate in relazione alle politiche ambientali.  Non c’è bisogno che uno sia proprio una specie di volontario. Noi abbiamo intervistato anche degli imprenditori che, per esempio,  fanno scarpe. Magari, per produrre le loro scarpe utilizzano dei rifiuti. Ecco:  da quel momento per noi sono interessanti. Chiarito tutto questo, se credete,  passiamo alle domande.

Carola- Bene.

D- La prima domanda è:  da quando esiste il Comitato paritetico di Controllo e valutazione. Mi pare di capire che tutto gira attorno a questo comitato.

Ecco: da quando esiste e, subito dopo, le sue finalità. Questi sono i primi punti che direi di affrontare.

Carola- Lo statuto di Regione Lombardia, rinnovato nel 2008, ha istituito questo organismo perché ha previsto che il Consiglio svolga la funzione di controllo sull’attuazione delle leggi e valutazione degli effetti delle politiche regionali.  Quindi questo comitato è l’organismo del Consiglio che presidia e svolge questa funzione in collaborazione poi con le commissioni consiliari e anche con l’intera assemblea in alcuni momenti. Il comitato è composto da 8 consiglieri – 4 di maggioranza e 4 di minoranza – per questo è paritetico.  Il voto è a titolo individuale e questo significa che ogni consigliere esprime un voto. Questo vuol dire che la maggioranza ha bisogno dei voti della minoranza e viceversa. Di fatto dal 2010  – che è stato l’anno di istituzione di questo comitato – tutte le decisioni sono state prese alla unanimità.  Quindi la finalità di questa funzione è eminentemente conoscitiva e cioè di valutazione in termini di apprendimento dall’esperienza di che cosa gli interventi regionali hanno prodotto come risultati per i cittadini. Questa è la funzione;  la finalità è prevalentemente di tipo conoscitivo e quindi è un terreno comune di collaborazione tra maggioranza e minoranze. L’attività del comitato si esprime in vari modi con vari strumenti. Le due attività  principali che potremmo citare sono: le clausole e le missioni valutative. Le clausole sono degli articoli di legge che vengono inseriti in alcune leggi regionali e che costituiscono un mandato informativo.  Cioè l’assemblea regionale chiede all’esecutivo,  alla giunta regionale, di produrre periodicamente delle informazioni per capire meglio l’attuazione dei risultati degli interventi regionali in vari settori. L’altro strumento fondamentale sono le missioni valutative cioè ricerche valutative su temi e interventi specifici di cui vengono analizzati appunto le modalità e i risultati. Viene valutato il successo di questi interventi con lo scopo di migliorarli cioè di trarne indicazioni per migliorare gli interventi regionali. In ambito ambientale sono state svolte diverse missioni valutative in vari campi: sul consumo di suolo;  recentissimamente sui servizi offerti dai parchi regionali e sull’insediamento di giovani agricoltori in ambito agricolo. Non è proprio ambiente ma siamo lì vicino.

Un altro tema che abbiamo affrontato è l’inquinamento da amianto. I siti inquinati da manufatti di amianto. Tutti questi documenti sono disponibili sul sito istituzionale del Consiglio.

D-E’ quello dove c’era anche la Nota sulla legna da ardere che abbiamo visto.

Carola- Esatto. Il Consiglio pubblica tutti questi documenti.

Un altro ambito di attività del Comitato – che è anche quello più vicino al lavoro che stiamo esaminando – è appunto il fatto che poi il comitato esamina queste relazioni prodotte dall’esecutivo. E  quindi a fronte di questo mandato contenuto in una legge l’esecutivo produce delle relazioni che invia all’assemblea regionale. Il comitato esamina queste relazioni e ne trae delle indicazioni che mette in evidenza.

D-Sono relazioni che fate voi o che fate fare?

Carola: No, gli uffici della giunta regionale producono queste relazioni. La relazione che le abbiamo dato  è sulle misure del piano regionale inquinamento atmosferico cioè il PRIA. E’ una relazione prodotta dagli uffici della giunta regionale quindi dalla Direzione Generale ambiente che contiene le informazioni sulla attuazione del PRIA. Di relazioni di questo genere ne esistono varie.

D- Bene direi che lei ha già risposto tutto sommato alle finalità. C’è altro?

Pellegrini-  l’ attività del comitato nasce prima della nascita del comitato.

Carola- Sì. Alcune attività tecniche di analisi e di valutazione delle politiche regionali il Consiglio Regionale le aveva già avviate fin dal 2004. Poi dal 2010 c’è stata appunto l’istituzione del Comitato paritetico. Il comitato nasce nel 2010. Prima, dicevo, c’erano alcune attività tecniche di analisi delle politiche regionali.

D-Benissimo, in sostanza iniziative pratiche voi non ne fate. Date delle valutazioni su quello che fanno degli uffici producendo documenti. Ecco: questi documenti non sono per il pubblico,  servono alla Regione per le sue attività. Però le fate conoscere…

Carola- Certo, non sono solo documenti interni,  sono anche documenti pubblici perché  i risultati dell’attività degli organi istituzionali sono comunque di interesse pubblico.

D-Documenti pubblici..

R-Sì sì.

Pellegrini: Una curiosità nostra. Lei come è arrivato alla Nota informativa sulla Legna da ardere?

D- Guardi,  noi siamo un gruppo di persone che si segnalano reciprocamente le novità sull’ambiente. Ci diciamo:  guarda questa cosa qui,  è interessante … prova ad andare a cercare lì. E così via. Un collega mi ha dato semplicemente l’indicazione. Infatti se si va su Google si trova il post ‘legna da ardere’. Poi siamo andati a vedere il vostro sito. Normalmente in questo tipo di pubblicazioni che stanno nascendo bisogna informare ma non entrare troppo nel tecnico… Se il lettore è proprio nel settore si può entrare nel dettaglio altrimenti bisogna dare solo i punti fondamentali.

Pellegrini: il nostro lettore di riferimento è il consigliere regionale perché la finalità dei nostri documenti è prima di tutto di informare i consiglieri regionali.  Però pubblichiamo i nostri documenti in rete, accessibili a tutti i cittadini. E abbiamo anche presente mentre li scriviamo che devono essere documenti comprensibili anche per i cittadini che possano leggerli senza fatica.

D-Guardate, una persona mediamente interessata  guarda il titolo, legge  le prime righe e poi le conclusioni.

Pellegrini – Credo che anche la struttura del documento dimostri  che ne siamo consapevoli.

D-Non volevo farvi una lezione.

Carola – Ci dà conferma di quello che sappiamo.

D-Comunque voi avete come target i consiglieri regionali e poi, come mi conferma, tutti coloro che in qualche modo possono essere interessati all’ambiente o alle varie problematiche inerenti la nota. Prendiamo la legna da ardere.  Sono temi che bene o male uno apre il giornale e legge ‘incendio nel Pisano, bruciato un bosco’. Oppure questo fatto dei Diesel che riguarda non dico tutti ma molte persone.

Vado avanti con le domande. Voi siete collegati ad altri enti o associazioni?

Pellegrini -Facciamo parte del Consiglio Regionale…

Carola -Noi operiamo per il Consiglio Regionale. Questo spiega quello che diceva lei prima;  noi non facciamo interventi diretti né in materia ambientale ma neanche in nessuna altra materia. Perché gli interventi finanziati da Regione Lombardia vengono attuati dalla Giunta regionale.

Il Consiglio regionale si occupa della legislazione nei vari ambiti di competenza regionale e si occupa del controllo e della valutazione. Quindi noi diamo una sorta di sguardo generale di come vengono attuate le leggi e i risultati che producono e quindi non abbiamo direttamente competenza dell’attuare misure ed interventi.  Però cerchiamo di osservarli…

D-Ma se voi vedete una legge che non corrisponde a delle ricerche che voi avete fatto voi lo fate presente alla Giunta oppure no. Non so se mi spiego.

Carola:  Le leggi vengono approvate dal Consiglio Regionale e sono frutto del confronto tra le varie parti politiche e quindi per noi sono un dato di fatto.

D-Sì,  voi non andate a sindacare…

Carola-No,  noi siamo un ufficio tecnico; quindi possiamo dare un apporto tecnico ma non abbiamo compiti di sindacato o vigilanza o roba del genere…

Può essere capitato che alcune missioni valutative o alcune ricerche o analisi che abbiamo fatto noi direttamente possano avere messo in evidenza più che altro la necessità di intervenire sul testo normativo e di modificarlo in alcuni aspetti. E’ capitato nel caso di una missione valutativa sulle misure di sostegno alle norme  sui detenuti che metteva in evidenza una serie di cose. Queste evidenze che sono emerse da questa ricerca sono state utilizzate da una commissione speciale,  così sono state utilizzate per scrivere la nuova legge in quella materia. Allora,  ci sono dei casi in cui si possano mettere in evidenza appunto delle necessità di modifica normativa e quindi si può intervenire su una legge. Non è che interveniamo noi direttamente, è ovvio. Facciamo presente agli organi competenti – che sono le commissioni consiliari – che poi nella loro sovranità possono intervenire. Oppure no.

Ringraziamo la dottoressa Carola Elvira e il dottor Francesco Pellegrini. Le leggi hanno una incidenza talvolta diretta sulla nostra vita. Sapere che esiste un controllo scrupoloso – da parte di un organo competente come quello dell’ufficio Analisi leggi e politiche regionali – anche dopo la loro promulgazione forse può darci una certa tranquillità in più. Di questi tempi ce n’è bisogno.


Per ulteriori dettagli: www.consiglio.regione.lombardia.it