Un bilancio del Road Pricing a Milano

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Che cos’è il Road Pricing? E’ semplicemente il pedaggio urbano cioè un sistema che impone a chi entra nel centro delle città di pagare una certa cifra. Ma perché ne parliamo? Il fatto è il Road Pricing è uno strumento di policy in grado di orientare le scelte di mobilità verso soluzioni più sostenibili e alla fine più rispettose dell’ambiente. Il Road Pricing quindi tenderebbe a ridurre le esternalità negative dei trasporti riducendo il traffico, lo smog, e in genere rendendo più vivibili le metropoli.

Sono tutti d’accordo con questa formula? Diremmo proprio di no e, per esempio, il numero scorso abbiamo ospitato un’intervista a Roberto Biscardini ex consigliere e Assessore regionale e senatore della Repubblica che la pensa diversamente (per esempio raccomanda i parcheggi interrati) per ridurre il traffico. Di parere evidentemente diverso è l’associazione GREEN (Centro di ricerca sulla geografia, le risorse naturali, l’energia, l’ambiente e le reti) che ha organizzato un incontro a Milano presso l’Università Bocconi per presentare i risultati di questo strumento utilizzato per sviluppare la mobilità sostenibile a Milano.

Sentiamo allora – senza preconcetti – anche questa campana. C’è da dire che sono diverse le città in Europa e nel Mondo che hanno scelto di applicare e sperimentare il Road Pricing a livello urbano. Gli obiettivi sono naturalmente di ridurre il traffico, migliorare la qualità dell’aria e ridurre il rumore. Il convegno allora si proponeva di valutare – a 10 anni dall’introduzione del Road Pricing a Milano – se i risultati sono stati raggiunti. La risposta sarebbe parzialmente positiva. Tutto ciò confrontando l’esperienza milanese con altre realtà di varie parti del mondo, a cominciare dall’Europa. Numerosi allora i relatori tra i quali il presidente Luca Bianchi della ATM azienda trasporti milanesi. Infatti un presupposto fondamentale per il successo dell’iniziativa è una rete di trasporti comoda e ben distribuita sul territorio. Diversamente il progetto sarebbe fallito prima ancora di iniziare.
Le conclusioni sono state tratte da Edoardo Croci coordinatore della IEFE (Centre For Research on Energy and Environmental Economics and Policy).