Se non ci svegliamo andiamo a fondo

Phoresta / 2018  / Se non ci svegliamo andiamo a fondo

E’ sempre utile tener d’occhio la stampa internazionale. Ultimamente ci ha colpito il titolo ‘Grande disgelo’ (Big Thaw) apparso il mese scorso sul TIME. Il pezzo (titolo interno la grande rottura) è anticipato addirittura nella copertina del magazine con una foto di forte suggestione sul disgelo polare (in pratica iceberg che si spaccano).

All’interno un lungo e documentato pezzo riassunto da una chiarissima frase all’inizio: Una escursione polare rivela le devastazioni del climate change. Su due pagine si vede una superficie ghiacciata che si sta spaccando. E infatti una didascalia spiega: Un crepaccio che misura alcune migliaia di piedi (NDR – un piede equivale a 30,48 cm) occupa l’inquadratura del fotografo da un’altitudine di 1,500 ft. durante un’escursione in Novembre. Poi segue un pezzo molto documentato e allarmante perché dimostra – se ancora ce n’era bisogno – che i problemi del climate change non sono bubbole ma ormai sono percepibili anche a occhio nudo. Certo si dice che non esiste peggior sordo di chi non vuole sentire e anche per traslato non esiste peggior cieco di chi non vuole vedere… Comunque ecco qualche estratto del testo: ‘ E’ difficile distruggere un continente su cui a malapena potete mettere sopra le mani. Noi umani facciamo normalmente i nostri peggiori danni all’ambiente nei posti dove viviamo e lavoriamo distruggendo foreste, trivellando le montagne etc. L’Antartide tuttavia era, più o meno, irraggiungibile. Ora non più. Il climate change è diventato  il nostro grande livellatore distruttivo delle specie, non lasciando nessuna parte del pianeta al sicuro dal caldo che noi produciamo. Nel marzo 2017 il mare di ghiaccio attorno ad entrambi i poli ha raggiunto un calo record nel giro di pochi anni. In luglio un trilione (NDR – mille miliardi) di tonnellate di iceberg, grosso modo le dimensioni del Delaware si sono staccate dalla piattaforma Larsen C nell’Antartide occidentale. Il danno per il ghiaccio è stato fatto non solo da sopra, allorchè l’aria del pianeta si scalda ma da sotto dato che i suoi oceani fanno lo stesso (cioè scaldano)’. L’articolo prosegue osservando che la scomparsa del ghiaccio in Antartide è la vera minaccia reale. Anche perché porterà a un innalzamento considerevole (in media 4 piedi) del livello del mare. E molte terre attorno agli oceani sono allora destinate a essere sommerse. Gulp!